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L’ispirazione non è solo frutto del caso

L’ispirazione non è solo frutto del caso.

Esistono dei modi per favorire la giusta suggestione, che aiutano a pensare meglio, fornendo energia pura per la nostra mente che si accende. Ci sono dei luoghi, ad esempio, che sono apparentemente insignificanti, la cui valorizzazione dipende solo dall’interpretazione – scientifica, culturale, simbolica – che gli si attribuisce.

E allora lasciamoci ispirare sul Monte Ceceri a Fiesole

Immagina. Sei sull’orlo di un dirupo mozzafiato, sul monte Ceceri a Fiesole. La vista su Firenze da lì è davvero struggente. La tua attenzione, la tua mente, su cosa si stanno focalizzando?

Intorno all’anno 1500, due amici si trovavano proprio sul monte Ceceri a Fiesole. La loro attenzione, le loro menti non erano intente ad ammirare il panorama di Firenze dall’alto. Il loro interesse – fortissimo – era di portare a compimento un esperimento che si spingeva oltre l’immaginabile. Un esperimento che avrebbe davvero segnato la storia.

Il monte Ceceri a Fiesole, con i suoi modesti 400 metri di altezza, rappresentava il posto perfetto per questo esperimento davvero unico.

I due amici si chiamavano Leonardo (da Vinci) e Zoroastro (da Peretola).

Leonardo da Vinci e Zoroastro da Peretola si trovavano sul monte Ceceri a Fiesole per precisa scelta di Leonardo. Quello era il posto individuato dal Genio per testare, per la prima volta, l’invenzione che secondo Leonardo “avrebbe stupito l’universo”.

Era il momento di provare il Grande Nibbio, era il momento di far volare l’essere umano.

Costruito con due grandi ali composte da membrane da azionarsi con pedali e leve e un abitacolo per il pilota, la macchina per volare progettata dal Genio aveva un’apertura alare di circa 18 metri.

Leonardo, nel Codice di Volo degli Uccelli scrisse: “Piglierà il primo volo il grande uccello, sopra del dosso del suo magno cecero, empiendo l’universo di stupore, di sua fama tutte le scritture e gloria eterna il nido dove nacque“.

La frase di Leonardo indica proprio che li, dal monte Ceceri a Fiesole, Zoroastro spiccò davvero il primo volo. Oggi il punto è facilmente individuabile grazie ad una grossa pietra su cui è scolpita la celebre frase di Leonardo.

L’ardito Zoroastro riuscì a planare per circa mille metri per poi cadere rovinosamente nelle campagne sotto a Fiesole.

Leonardo chiamò la sua macchina volante “Il grande Nibbio” ispirandosi proprio agli omonimi uccelli che vide sulla via per Fiesole. Dai suoi scritti: “l’uccello di rapina ch’io vidi andando a Fiesole”.

Visitare questo luogo dove presumibilmente Leonardo e Zoroastro studiarono per giorni le modalità di volo, pianificarono l’esperimento, sognando insieme di scrivere la storia, crea soggezione, quasi come se si trattasse di un luogo sacro.

Istintivamente mi sento di parlare a bassa voce, come per non disturbare gli echi del Genio ancora forse presenti in questo posto magico.

Eppure, non siamo dinnanzi ad un’opera d’arte ma bensì ad un luogo, apparentemente insignificante, la cui valorizzazione dipende solo dall’interpretazione – scientifica, culturale, simbolica – che gli si attribuisce.

Lì, dove i miei occhi rimangono incantanti a contemplare il panorama di Firenze dall’alto, forse Leonardo vedeva solo traiettorie precise tracciate nell’aria, visualizzando le possibili parabole discendenti del suo Grande Nibbio.

È impossibile indovinare cosa davvero pensasse il Genio, in piedi, dinnanzi al dirupo “sopra del dosso del suo magno cecero”, ma una sosta sul monte Ceceri a Fiesole per guardare nel vuoto ed immaginare Leonardo da Vinci in azione, è veramente di grande ispirazione.

In fondo, ciascuno di noi ha un progetto che talvolta, presenta difficoltà inaspettate. E allora magari nel silenzio, sul monte Ceceri a Fiesole, vale la pena lasciarsi ispirare. Leonardo non è stato “solo” un genio, ma un genio che credeva nelle sue idee deciso a metterle in pratica anche a rischio della vita.

Cosa è che allora manca al nostro progetto? Soffriamo per lo sforzo finale necessario a completare l’opera, oppure manca il coraggio di “saltare”?

Forse, in piedi, “sopra del dosso del suo magno cecero”, potremmo capire se e cosa manca davvero.

Questo, è quello che caratterizza i bike tour di Tuscany Quintessence. Ogni tour è un distillato di Toscana, un’alchimia di avventura, arte e storia, natura, benessere e cibo: cinque essenze che s’intrecciano, coinvolgono i sensi, scatenano energie sconosciute e creano esperienze indimenticabili.

L’esperienza sul Monte Ceceri a Fiesole è soltanto una delle tappe che sono parte del bike tour “Firenze Fiesole by bike”.

Se Leonardo ti  appassiona, allora guarda anche “Biking with Leonardo”; un emozionante bike tour nelle zone di Anchiano e Vinci, per scoprire la terra natale di Leonardo.

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